Wednesday 20-05-2020

Quando mi prende lo sconforto

Mi sento così stanca, sapete…

 

Avevo promesso che, complice lo stop forzato, avrei tenuto aggiornati i social, la realtà, al nostro rientro a Padova il 4 maggio, dopo 2 mesi confinati dai nonni in provincia di Belluno, è stata un’immensa lavatrice…vaglielo tu a spiegare che non mi serve la centrifuga, nemmeno quella leggera a 400 giri.

 

Le giornate sono contemporaneamente lunghissime e brevissime, lunghissime per la fatica che mi sento addosso, brevissime perché, il tempo che ho seguito Nathan con i compiti è già ora di pranzo, Morgana, per mia grandissima fortuna, ha mille risorse, la sento chiacchierare con le bambole e i suoi giochi la maggior parte del tempo.

Ahimè la ragazza non dorme sempre, ma me la sono messa via, dai nonni il giardino e lo casa sono sufficienti a stancare una peperina di quasi 4 anni, qui in città non è così, in qualche modo conteniamo il nervosismo del mancato riposino e abbiamo un pomeriggio intero di giochi, condivisione e litigi, tra di loro e con me...che poi loro con le tempere, carta, colla e forbici sono in grado di essere silenziosissimi per un intero pomeriggio, basta che io resti seduta con loro.

 

La mia testa, in tutto, questo frulla, viaggia sempre, pensando al progetto con la sarta, alle mie mamme portatrici, ai sensi di colpa verso i miei bambini, perché mi sento costantemente in difetto, e con Albero e Stella, a cui vorrei dare di più, ma quando arriva la sera le energie, soprattutto mentali sono a zero.

 

Usciremo da questo buco, lo so…oggi mi sfogo, ma poi ritorno a mille. Baci a voi.

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